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20/07/2017

Recensione: Wiko WIM, le nostre impressioni

Wiko, la casa di produzione francese, lancia il nuovo smartphone WIM. Lo abbiamo provato per voi.


La Wiko nel corso degli ultimi anni è riuscita a ritagliarsi un piccolo spazio nel concorrenziale mondo della telefonia mobile: smartphone funzionali e ben realizzati con fascia di prezzo medio-bassa. Dei piccoli gioiellini per chi non vuole spendere troppo ma ottenere prestazioni sufficienti per un utilizzo soddisfacente.

Con il Wiko WIM invece, l’azienda francese ha voluto osare di più, alzando il prezzo (equivalente a smartphone di fascia medio alta) e promettendo prestazioni migliori. I risultati però non sembrano essere entusiasmanti.

Design classico, poco innovativo

La prima caratteristica che balza all’occhio è il design. Il Wiko Wim mostra una linea classica che non evoca assolutamente i propositi di innovazione promessi dalla casa madre. A primo impatto sembra uno smartphone datato: nessuna struttura waterproof, tasto di sblocco posizionato in basso e schermo Amoled a 5.5 pollici, protetto da un vetro rinforzato e leggermente arrotondato nei bordi. Lo smartphone presenta inoltre, nella parte bassa, un jack audio e un connettore micro USB, senza evolversi al type C o alle soluzioni wireless attuali.
Il design è quindi qualcosa di già visto nelle versioni precedenti di qualunque smartphone attualmente in commercio. L’abito però non fa il monaco, non soffermiamoci quindi solo sul design.

Fotocamera doppia

Il punto forte del Wiko Wim, secondo la casa di produzione, è la doppia fotocamera realizzata in collaborazione con DxO e Vidhance. Presente la tecnologia Sony IMX258, con sensore monocromatico da 13 megapixel e obiettivo f/2. Gli scatti tuttavia, se effettuati con bassa luminosità, risultano poco nitidi e la messa a fuoco non è sempre precisa.
L’utente inoltre è tenuto a scegliere se usare una sola fotocamera o entrambe, con ovviamente risultati diversi. Fotografie a camera singola ad esempio, in condizioni di molta luce, a volte riescono meglio di quelle a doppia camera.
Quale scegliere quindi?
Il fatto che sia l’utente a dover scegliere di volta in volta se usare una o due camere risulta alquanto sconveniente. 

 

Sistema operativo e processore

Sul Wiko Wim è caricato Android 7.1.1, con una novità: all’interfaccia è stata aggiunta una Left Page, capace di raggruppare una serie di widget come le app preferite, il feed di notizie, il meteo o i calendari. Molto utile se ben configurata.

Il tutto è supportato dall’hardware Snapdragon 626, necessario per gestire doppia fotocamera.
Le caratteristiche: 64 bit, otto core ARM A53 a 2.2 Ghz e un modem X9 LTE (300/150 Mbps), più 64 GB di memoria flash e 4 GB di RAM. Purtroppo però le prestazioni sono decisamente lente in confronto ad altri smartphone della stessa fascia di prezzo: 150 MB/s in lettura e 130 MB/s in scrittura. Anche l’apertura delle App risulta molto lenta, toccando picchi di 15 secondi per giochi abbastanza pesanti. 
  
 

Schermo Amoled con colori NTSC

Lo schermo da 5.5 pollici con tecnologia Amoled non brilla di qualità. Ciò che più ci ha lasciato perplessi è stata la scelta della Wiko di usare lo standard NTSC per lo schermo mentre il processore Android utilizza il classico sRGB, anche per foto e video. Il risultato? Colori palesemente falsati.

In conclusione, il nuovo Wiko Wim risulta essere un ottimo tentativo per la casa francese di competere con i Big della telefonia, ma non è sufficiente: è necessaria maggior accuratezza sia nel design che nelle prestazioni, soprattutto se si vuol restare nella fascia di prezzo medio-alta.
Caratteristiche simili andrebbero benissimo per la fascia medio-bassa in cui la Wim era solita navigare, ma per fare il salto di qualità, bisogna dare di più.

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